Chiamato anticamente San Quirichino per distinguerlo da San Quirico d’Orcia, presenta a circa due chilometri dal centro abitato nella parte nord-ovest le notevoli rovine del castello medioevale di Vitozza
Il primo edificio che si incontra percorrendo la strada che da San Quirico porta a Vitozza è la rocca,evidenziata da una serie di spesse murature in conci regolari. A nord la rocca era protetta da un fossato oggi quasi invisibile per la vegetazione che lo ricopre. Dopo aver superato informi resti murari, probabilmente abitazioni medioevali, si incontra il rudere della "Chiesaccia". Si tratta di un edificio rettangolare con un campanile a vela, nelle cui murature si aprono una porta ad arco ribassato e delle strette finestre. All’altezza della "Chiesaccia" sono visibili i resti di una porta che controllava la strada che corre parallela al costone.
Il paese di Sorano, invece, è arroccato in modo pittoresco su una scoscesa rupe tufacea che presenta vari dislivelli. Il borgo è caratterizzato inoltre da un dedalo di vicoli, cortili, archetti, portali bugnati, scale esterne, logge e cantine scavate nel tufo dove in passato venivano eseguite le varie fasi della vendemmia. Le cantine soranesi, in particolare, rappresentano una peculiarità unica in Italia. Attualmente la quasi totalità delle cantine soranesi sono utilizzate individualmente dai singoli proprietari e solo alcune sono state rese fruibili.
L'abitato è dominato dalla poderosa Fortezza Orsini, sorta nel Medioevo come castello aldobrandesco e ampliata intorno alla metà del Cinquecento.
L'imponente complesso della Fortezza Orsini è costituito da un edificio principale dove è collocato, al di sopra del portale, un fastoso stemma coi simboli degli Aldobrandeschi (i leoni rampanti) e degli Orsini (le barre, le rose e l’orso araldico). Superato l'ampio spazio interno alla fortezza, si raggiunge il Castello che è il nucleo più antico dell'intero complesso dove vi era l'antica residenza dei signori: al suo interno sono venuti alla luce alcuni affreschi cinquecenteschi a seguito di recenti restauri.
L'intero complesso è adibito ad area museale dove ha sede il "Museo del Medioevo e del Rinascimento".
Sorano sorse nel Medioevo presso le vicine necropoli e vie etrusche, divenendo possesso della famiglia Aldobrandeschi
Nel 1293 il centro venne ereditato dagli Orsini a seguito del matrimonio tra Romano Orsini e Anastasia Aldobrandeschi.
Nel Quattrocento i Senesi tentarono invano la conquista del paese con vari e ripetuti assedi che non ebbero mai successo; il centro venne tuttavia strappato dalla Contea alla fine del Cinquecento, quando i Medici lo conquistarono e lo inglobarono nel Granducato di Toscana agli inizi del Seicento assieme alla vicina Pitigliano.
Parlando di San Quirico di Sorano è inevitabile citare Vitozza, importante soprattutto per il suo insediamento rupestre, il più vasto e importante dell’Italia centrale, costituito da più di 200 grotte adibite fin da epoca medioevale ad abitazioni. Queste grotte, seppure di forme molto varie, si possono ricondurre a tre tipi fondamentali : un primo gruppo con aperture rettangolari con piante più o meno regolari ; tali grotte sono spesso disposte su più livelli collegati da scalette e da passaggi ; in questo caso i livelli superiori erano adibiti ad abitazioni e quelli inferiori al ricovero degli animali. Un secondo gruppo mostra una pianta quasi esattamente rettangolare con strutture destinate a chiaro uso animale. L ‘altro gruppo è caratterizzato da un’apertura ad arco, con pianta a settore circolare ; quest’ultimo gruppo di grotte mostra una maggiore rifinitura ; una delle parti probabilmente era destinata ad abitazione umana, mentre l’altra, più rotondeggiante e munita di mangiatoie, adibita a stalla. Fra le varie grotte ci sono alcuni colombari d’età romana, che durante il Medioevo erano presumibilmente destinati all’allevamento dei piccioni, pratica molto diffusa nel territorio di Sorano.
