PITIGLIANO

Descrizione e storia del territorio

TERRITORIO

Pitigliano è un comune in provincia di Grosseto che conta poco più di quattromila abitanti.
La cittadina di Pitigliano sorge su uno sperone tufaceo che ne ha da sempre costituito la sua fortuna, sia dal punto di vista artistico che da quello storico, in quanto garantiva non solo una splendida vista per i visitatori, ma anche un'ottima difesa contro gli attacchi nemici.

Questa cittadina è uguale da secoli: un dedalo di vicoli che si susseguono, vicoli certe volte talmente stretti che una persona fa fatica a passarci. Qui ogni epoca ha lasciato un segno: etrusca, romana e medievale. Qui ogni popolo ha scavato il tufo creando una città sotto la città: cunicoli, pozzi, tombe, cantine, colombari e molto altro ancora.
Il paese si sviluppa a strapiombo sui torrenti Lente, Prochio e Meleta, e si collega al piccolo borgo di Sovana attraverso la cosiddetta Porta di Sotto, situata nella parte nord-ovest del paese.

L'importanza storica di Pitigliano si deve alla presenza sul territorio delle potenti famiglie Orsini e Aldobrandeschi, mentre per quanto riguarda il lato artistico spiccano i resti delle mura etrusche poi riconsolidate in epoca medievale, Palazzo Orsini, il Duomo, la Chiesa di S.Maria, il Santuario della Madonna delle Grazie e il Tempietto Paleocristiano. Degno di nota è anche l'imponente acquedotto, innalzato nel 1545, impostato su 2 grandi archi e culminante in una fontana ornata da archi che si affacciano sul panorama circostante.

Testimonianze delle antiche civiltà che hanno abitato queste zone non sono solo presenti a Pitigliano ma in tutta la zona circostante, compresi i paesi di Sovana e Sorano. Lungo le vie Cave è possibile ammirare, infatti, le necropoli etrusche.
Ma Pitigliano non è soltanto storia, qui il turista può scegliere tra giornate all'insegna dello sport all'aria aperta, oppure assaporare la gastronomia locale nei tanti locali tipici, o semplicemente rilassarsi e guardare lo splendido paesaggio circostante.

STORIA

Pitigliano è probabilmente di origine Etrusca, pur se la propria origine storica è forse ancora più antica; la presenza di popolazioni etrusche è certificata dai resti di sezioni di mura della parte nord-occidentale e da necropoli, che, tra l'altro, sono visibili in tutta la zona, trovate piene di corredi funerari e di monili della scuola attica, ma anche corinzie.

Sono molteplici le altre testimonianze come fontane, e resti di acropoli. Con riferimento alla seguente storia romana, e parlando del nome, si ritiene che esso derivi dalla Gens Petilia; la leggenda, ad ogni modo, racconta di due cittadini romani, chiamati Petilio e Cigliano che, dopo aver rubato la corona aurea della statua di Giove in campidoglio, scapparono in l'etruria e vi si stabilirono fondando la città . In seguito la città rimase romana fin quando i Longobardi la occuparono assieme a tutta la Toscana.

Pitigliano, insieme a Sorano e Sovana, sotto il dominio della famiglia degli Aldobrandeschi, faceva parte di un triangolo ben fortificato. Dopo essere sottomessa dagli Orsini, la città visse un periodo di forte benessere, come testimonia ancora oggi lo stesso Palazzo Orsini. A partire dal XIV secolo ci furono molte famiglie ebree che scapparono da Roma e poterono trovare asilo politico a Pitigliano, dove si formò via via una comunità di una certa consistenza.

La città fu restaurata dagli anni '80, visto che, in seguito all'abbandono seguente alla fine della guerra, stava andando in rovina, perchè valutata pericolante. Soltanto grazie alla lungimiranza degli amministratori locali e delle poche famiglie rimaste fu possibile restaurarla, ed oggi molti turisti ogni anno ne possono visitare le importanti bellezze, sia storiche che naturalistiche.

Tra i dolci tipici della cittadina di Pitigliano ricordiamo lo sfratto, che viene considerato prodotto tipico e deve le sue origini alla comunità ebraica, e che ricorda l'uso di battere alla porta degli ebrei grazie ad un bastone. Lo sfratto, infatti, ha forma allungata, che ricorda un bastone, ed ha un ripieno fatto di miele, scorze di arancia, anice, noce moscata e noci, che gli donano un sapore dolce ed un ricco profumo.



 



 

 

 

 

 

 

 

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