L’origine storica del movimento di Credito Cooperativo risale alla seconda metà del XIX sec., periodo in cui si diffuse in Europa la rivoluzione industriale. In questo nuovo clima, dove ogni valore umano è spesso sacrificato agli interesse del grande capitale, la cooperazione di credito cooperativo muove i suoi primi passi: essa si diffonde con la funzione di tutelare i gruppi sociali più deboli condizionati dalle crisi cicliche dell’agricoltura, dalla cronica mancanza di capitali e dalla sempre più grave minaccia dell’usura. I piccoli operatori dell’epoca – agricoltori ed artigiani – non erano infatti in grado di offrire solide garanzie alle grandi banche.
L’estendersi dell’idea cooperativa al settore del credito si è manifestata dapprima in Germania (1862) anche grazie all’iniziativa di Friedrich Wilhelm Raffeisen per arrivare qualche anno dopo in Italia con il nome di Casse Rurali ed Artigiane. La prima fu fondata da Leone Wollemborg a Loreggia (PD) il 20 giugno 1883. Il modello delle Casse Rurali di Raffeisen si caratterizzava come una forma di “mutualismo creditizio puro”, per sua natura adatto alle piccole comunità in cui le nuove cooperative di credito consentivano di:
· procurare capitale monetario e determinare categorie economiche –che non erano in grado di accedere al credito presso il sistema bancario o finanziario – alle migliori condizioni possibili e con le modalità adeguate agli investimenti da loro effettuati;
· trasformare il credito diretto, che spesso alimentava il fenomeno dell’usura, in credito indiretto;
· elevare, anche moralmente, la posizione di determinate classi sociali: l’ammissione a socio di una cooperativa di credito rappresentava, infatti, un titolo d’onore presupponendo una già avvenuta accumulazione di risparmio personale sia pure modesto, doti morali, una capacità economica e una considerazione sociale.
La successiva diffusione delle cooperative di credito è principalmente ascrivibile alle favorevoli condizioni createsi con la pubblicazione, nel 1891, dell’Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII che fu capace di stimolare notevolmente la sensibilità dei cattolici per la questione sociale.
Qualche anno dopo, anche a Pitigliano, scocca la scintilla che ha portato alla fondazione della locale Cassa Rurale e Artigiana ora Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano. E’ il 5 aprile 1909. In presenza di un notaio di Grosseto . Una delle caratteristiche fondamentali delle ex Casse Rurali, ora banche di Credito Cooperativo (così ribattezzate dal Testo Unico Bancario del 1992) è quella di avere un’anima “tripolare”: quella cooperativistica, quella bancaria e quella specialistica.
Mutualità: può essere definita come un modo essenzialmente democratico di produrre. Essa si realizza nel rapporto di gestione fra cooperativa e socio, volto a fornire al socio stesso beni o servizi od occasioni di lavoro a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato. Le attuali banche di Credito cooperativo hanno l’obbligo di operare prevalentemente a favore dei soci.
Azienda di Credito: in quanto “banca” ogni BCC ricade sotto il controllo della Banca d’Italia e pertanto è omologata a tutti gli altri Istituti di Credito.
Specializzazione: le Casse Rurali hanno sempre avuto una vocazione settoriale (in origine soltanto agricoltori ed artigiani potevano diventare soci/clienti di queste banche) accompagnata da una marcata vocazione localistica. Tali banche conoscono profondamente il territorio nel quale sono inserite ed i bisogni della loro gente: il loro essere banche mutualistiche con scopi non di lucro ma di utilità sociale e di sviluppo economico le ha portate ad operare solo nel territorio di competenza, nel quale raccolgono ed investono.
Merito storico delle casse è quindi quello di avere diffuso e interpretato una concezione assolutamente nuova del credito, intervenendo a colmare i pesanti vuoti sociali lasciati dalle grandi banche che operavano esclusivamente in funzione del profitto. Con questo spirito hanno contribuito ad arginare ed allontanare il fenomeno dell’usura dalle fasce umili della popolazione, permettendone lo sviluppo ed insieme la crescita delle proprie comunità d’appartenenza.
Nel 1905 nasce la Federazione Italiana delle casse Rurali, che si impegna nella formazione di numerose Federazioni locali. Nel 1922 le Casse Rurali sono ben 3.540. Nel 1950 viene costituita la Federazione Italiana (Federcasse) oggi espressione di 15Federazioni Regionali, mentre nel 1963 viene fondato l’ICCREA – Istituto centrale delle CRA -. Novità assoluta per il panorama italiano, nel 1978 viene costituito il Fondo di Garanzia dei Depositanti primo esempio di un organismo di autotutela delle banche e, indirettamente, degli interessi dei depositanti. Grazie al Testo Unico del 1993 vengono cancellati i limiti di operatività prima in vigore, consentendo alle BCC di offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche e di ammettere alla compagine sociale chiunque operi nel territorio di competenza.
Chi siamo oggi. Il sistema ruota intorno a Iccrea Holding SpA, sorta nel 1995, partecipa o controlla una serie di società che realizzano i prodotti ed i servizi distribuiti dalla rete delle BCC. Strumento centrale è il Sistema di Offerta del Credito Cooperativo, un sistema organico di prodotti e servizi di alta qualità nei diversi ambiti della gestione del risparmio, del leasing e della banca assicurazione contrassegnati dal marchio delle “due C”, un marchio di qualità. Le Banche di Credito Cooperativo, attraverso la federcasse, aderiscono all’Associazione delle Banche Cooperative Europee, con sede a Bruxelles. Le Banche di Credito Cooperativo partecipano inoltre all’Unione Internazionale Raffeisen, con sede a Bonn, organismo che si propone di divulgare la cooperazione di credito nei Paesi del Sud del mondo secondo gli insegnamenti di Friedrich Wilhelm Raffeisen, considerato il “padre” della cooperazione di credito.